Come possiamo incorniare le dimissioni del Ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola? I giornali hanno realmente svolto il loro ruolo di "watchdog" cane da guardia o le accuse di Scajola contro il "processo mediatico" sono giuste? Cerchiamo insieme di capirne di più.
Le dimissioni di Scajola aprono un nuovo fronte sul toto-ministri (Romani, il suo vice oppure Galan "portato" dalla Lega Nord) e sulla stabilità del Governo Berlusconi. Vediamo come il ministro (ormai ex) abbia tenuto una conferenza stampa unilaterale senza dare la possibilità di fare domande ai giornalisti mettendosi in fuga. Scajola, a mio avviso, sta cercando di passare come vittima del sistema mediatico ma allo stesso tempo lo sfrutta per passare come tale e cercare di recuperare in immagine. Tuttavia, c'è da chiedersi semplicemente una cosa: se l'ex ministro allo sviluppo economico si ritiene con i conti al suo posto perchè ha deciso di lasciare l'incarico? La sofferenza familiare mi sembra una giustificazione un po' superficiale seppur passabile per l'opinione pubblica generale (così la vecchietta che guarda il TG4 di Fede sicuramente rimarrà colpita dall'immagine stigmatizzata di Scajola e darà ragione a quest'ultimo). D'altronde, c'è chi per casi ben più pesanti e ai piani più alti ancora non si è dimesso. Di questo possiamo darne merito all'onorevole del PDL. Comunque, diamo una nota di "colore" in conclusione: Scajola è tornato dalla Tunisia per rassegnare le sue dimissioni: forse pensava di andare ad Hammamet anziché aTunisi ripercorrendo la vicenda Craxi? A parte gli scherzi, sarà interessante capire gli ulteriori sviluppi della vicenda e capire quali siano i giochi di potere che stanno alla base di questa piccola grande vicenda di malaffare. E dentro potrebbe starci la vicenda nucleare, i tagli all'editoria, gli incentivi ai vari settori economici e via dicendo. Di chi è la colpa? Avrà ragione la stampa o il povero ministro dimissionario? Ai posteri l'ardua sentenza!
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